San Basilio il Benedetto

Василий Блаженный

Russia
fine XVII
cm. 26,7 x 23,6
Icona n. 960

Forse non tutti sanno che la famosa Cattedrale dell’Intercessione della Madre di Dio sul Fossato, fatta costruire a Mosca, sulla Piazza Rossa, da Ivan IV “il Terribile” tra il 1555 ed il 1561, ed universalmente nota come “Cattedrale di San Basilio”, è stata così titolata perché nel 1557, nel cimitero della Santa Trinità, vicino alla Cattedrale stessa, fu sepolto Basilio il Benedetto. I suoi funerali furono presieduti dal patriarca Macario e lo stesso Ivan IV “il Terribile” portò a spalla il feretro fino al cimitero, fra due ali di una folla immensa.

La piccola cupola sulla sinistra copre la cappella di san Basilio

Da quel giorno, il popolo cambiò il nome alla Cattedrale in costruzione chiamandola appunto di San Basilio il Benedetto e la Chiesa russa lo annoverò fra i suoi santi nel 1588; nello stesso anno fu costruita una cappella a lui dedicata all’interno della Cattedrale e vi fu traslato il corpo.

Basilio, nato nel dicembre 1468 in un sobborgo della periferia di Mosca da genitori servi della gleba, è considerato uno dei più importanti Jurodivyj [юродивый] (di solito tradotto dal russo in “folli per Cristo” o “stolti in Cristo”), tipologia di asceti che, già presente nell’esperienza bizantina, era venuta a consolidarsi in Russia.

Indica coloro che, simulando la pazzia, vivendo della carità e disprezzando il proprio corpo, cercano di mettere in pratica quanto scrive san Paolo nella prima lettera ai Corinzi (2,18-19): “Nessuno si illuda. Se qualcuno tra voi si crede un sapiente in questo mondo, si faccia stolto per diventare sapiente; perché la sapienza di questo mondo è stoltezza davanti a Dio” e sono sicuri di partecipare così più attivamente alla passione di Gesù.

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Ci sembra interessante fare un raffronto tra l’icona che stiamo presentando e l’icona qui di seguito raffigurata, tenendo conto che la nostra icona non ha la velleità di finire in un Museo di Mosca:


Icona su tavola
Mosca
fine del XVI o inizio del XVII secolo
cm 31,5 x 27,0
Galleria Tret’jakov

In tutt’e due il Santo è raffigurato magro e nudo (nella nostra icona è cinto da un pudico serto di foglie), con i capelli lunghi e scarmigliati, la barba incolta, lo sguardo rivolto al cielo e le braccia levate in gesto di preghiera in una, le braccia incrociate sul petto nell’altra.

In alto a sinistra, nell’icona della Tret’jakov è rappresentata la Trinità dell’Antico Testamento (con un probabile riferimento al luogo della sua prima sepoltura); nella nostra icona appare, invece, il Cristo Pantocratore in postura benedicente, immagine che compare frequentemente nelle icone raffiguranti un singolo santo.

Anche la nostra icona in origine aveva un fondo color terra di Siena bruciato, lievemente più chiaro di quello dell’icona museale; se ne vedono ancora alcuni piccoli residui attorno alle nuvole, da cui appare il Cristo benedicente, e nei contorni degli edifici. E’ questo un chiaro esempio di quello che volevamo dire con le brevi annotazioni sulle icone con il fondo abraso: in questo caso, probabilmente l’intervento di abrasione del fondo è stato effettuato per mettere in maggior risalto la figura del Santo e lo sfondo della città.

Lo sfondo della città è una particolarità che impreziosisce l’icona che presentiamo: vi è chiaramente raffigurata, con tratti molto colorati, la città di Mosca con le mura del Cremlino, le guglie della Cattedrale e le case private che si affacciano sulla Piazza Rossa, in una composizione equilibrata, ma realistica.